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Petrolio @ BLOG BONZO IT 3.0

Roma come Reykjavik (aspetta e spera)

Mappa Geotermica

E’ Periodo di crisi, giusto?

Bisogna risparmiare il più possibile, giusto?

E allora perchè questa notizia del 2009 (ben 2 anni fa) è passata del tutto in sordina?

La scoperta L’ acqua ha una temperatura media di 20 gradi Franco Barberi: energia geotermica pulita, come nel Nord Europa

Il fiume segreto sotto il Tevere «Scalderà Roma»

Il percorso Ricostruito il percorso del fiume, più largo di centinaia di metri rispetto al corso del Tevere Gli scopritori «Ci aspettiamo l’ arrivo di partner industriali con cui sviluppare prototipi di impianto per sfruttare il fiume»

ROMA – «Il Tevere nasconde, sotto il suo letto, un enorme fiume profondo, completamente separato, che potrebbe essere utilizzato come sorgente di energia geotermica per riscaldare e rinfrescare gran parte dei condomini della capitale, con notevoli risparmi di combustibili e riduzione dell’ inquinamento». A stupirci con questa doppia notizia, geologica ed energetica, è Franco Barberi, un volto noto ai più perché è stato sottosegretario alla Protezione civile prima di Guido Bertolaso. Ma, per chi si occupa di scienze della Terra, Barberi è soprattutto il professore di geochimica, il vulcanologo, lo scienziato che per primo è riuscito a deviare una rovinosa colata di lava dall’ Etna. Tornato alla ricerca scientifica e all’ insegnamento presso l’ università di Roma Tre dopo la lunga parentesi al governo negli anni ‘ 90, Barberi, con la collaborazione della giovane moglie Maria Luisa Carapezza, geochimica all’ Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), e di altri ricercatori universitari, ha ricostruito con grande dettaglio il corso del fiume sotterraneo di Roma, effettuando prelievi e analisi attraverso più di 200 pozzi. «L’ acquifero si trova fra i 30 e i 60 metri sotto il Tevere ed è molto più largo del fiume superficiale, estendendosi per qualche centinaio di metri sia da un lato del corso che dall’ altro – spiega lo scienziato -. Ma non si pensi a una vera e propria cavità: il flusso d’ acqua sotterraneo scorre fra le ghiaie e le sabbie dell’ antico corso del Tevere, stretto, sopra e sotto, fra due strati di terreno impermeabile e quindi isolato rispetto alle acque di superficie». Come se non bastasse la curiosità geologica del fiume antico sotto a quello attuale, che Barberi e collaboratori descrivono in uno studio appena pubblicato («La geologia di Roma», a cura del professor Renato Funiciello), le indagini fisico-chimiche indicano che le acque sotterranee possono diventare una risorsa energetica: «Hanno una temperatura media di 20 gradi centigradi, pH neutro e non presentano contaminazioni. Insomma – spiegano Barberi e la Carapezza – presentano le caratteristiche di un fluido che, grazie a pompe di calore, può cedere il suo contenuto termico, provvedendo sia al riscaldamento invernale che al raffrescamento estivo». In passato, aggiungono i due studiosi, sembrava che fosse conveniente sfruttare solo le risorse geotermiche ad alta temperatura, come quelle presenti nella regione Toscana, a Larderello, dove i fluidi sotterranei superano i cento gradi. Ma ora, in molti Paesi dell’ Europa centro settentrionale si sta creando un grande mercato dell’ energia geotermica pulita e a basso costo, sfruttando proprio acquiferi a temperature anche sotto i 20 gradi: «In Svezia, il Paese con la crescita più sbalorditiva di questi impianti, vengono installate ogni anno oltre 50 mila pompe di calore geotermico che già provvedono ai bisogni di diverse centinaia di migliaia di abitazioni – assicurano Barberi e la Carapezza -. A Roma, come pure in molte altre città italiane caratterizzate da un substrato geologico caldo, che trasferisce energia agli acquiferi profondi, sarebbe estremamente facile e conveniente estrarre i liquidi geotermici, convogliarli ai condomini e, dopo lo sfruttamento attraverso le pompe di calore, iniettarli nuovamente nell’ acquifero per non farlo esaurire». Finora le ricerche di Barberi e collaboratori hanno ricevuto i finanziamenti del ministero della Pubblica istruzione, dell’ Ingv e dell’ università Roma Tre: «Ora ci aspettiamo l’ arrivo di partner industriali con cui sviluppare alcuni prototipi di impianto, per valutarne funzionamento e rendimento». «Sono convinto che Roma, come Reykjavik, la capitale dell’ Islanda, potrebbe raggiungere la pressoché totale indipendenza energetica dagli idrocarburi, grazie allo sfruttamento dell’ energia del sottosuolo, diventando la capitale più pulita d’ Europa – conclude il professor Enzo Boschi, presidente dell’ Ingv, che appoggia con convinzione l’ iniziativa di Barberi -. Non vorrei sembrare eccessivamente ottimista ma, data la relativa semplicità degli impianti, già in dieci anni si potrebbe disegnare il nuovo volto energetico della capitale». Franco Foresta Martin

Foresta Martin Franco

I scienziati aspettano e sperano ancore negli investimenti di privati. Campa cavallo che l’erba cresce! I privati investono solo per lucrare! E dove sarebbe il lucro nel produrre energia pulita e indipendente dal  petrolio? Qui in Italia invece di pensare a SVENDERE i beni dello stato al primo offerente si dovrebbe pensare per una volta tanto a fare qualcosa in favore della collettività!! Investire nella ricerca e nei beni e servizi comuni. Questo servirebbe! Altro che privatizzazioni! Bisognerebbe statalizzare con la forza aziende chiave di questa economia malata. A partire dalle autostrade (ma perchè devo pagare fior fiori di soldi di pedaggio per far ingrassare Briatore quando tutti quei soldi potrebbero entrare direttamente nelle casse dello stato??) Perchè dovrei pagare fior fiori di abbonamenti telefonici/adsl quando le linee fisicamente sono proprietà di un privato? Perchè dovrei pagare il pizzo di un euro su ogni bolletta pagata alla posta quando quell’euro non entra nella casse statali ma di un privato?

Ovviamente io non mi riferisco a tutte le attività commerciali. Per carità. Il libero mercato deve essere sempre presente. Ma i servizi, le concessioni, le vie di comunicazione e di collegamento…. dovrebbero tutte tornare allo stato.

Stesso discorso per l’energia. Creata, gestita e controllata dai cittadini, per i cittadini, a favore dei cittadini. Perchè l’amministrazione capitolina o regionale non dovrebbe investire in questo progetto interessante e un pò avventato?

Purtroppo tutti gli indici mondiali fanno riferimento al fantomatico PIL e mai al benessere reale  e gradi di soddisfazione dei cittadini.


Rapporto 41

E=MC²

Purtroppo l’Energia è un grande problema per tutte le nazioni del mondo.

E’ un problema come generare energia, come reperirla, come conservarla, come distribuirla senza disperdere nulla.

Inoltre, è un grande problema anche come generare, reperire, conservare e distribuire Energia senza inquinare il nostro pianeta.

La popolazione mondiale ha sempre più fame di Energia. Più consuma energia e più inquina e uccide il suo ecosistema. E’ un circolo mortale che deve essere spezzato.

Purtroppo, attualmente, tutta l’energia prodotta nel mondo deriva per l’80% da combustibile fossile(carbone e petrolio), per il 19% da Energia Nucleare “di vecchia generazione”, e solo l’1% da energia ecosostenibile/rinnovabile.

Attualmente chi possiede e/o distribuisce combustibile fossile ha il potere assoluto sul mondo intero.

Per esempio, in nome del petrolio si combattono guerre, in nome del gas fossile si offendono Nazioni e Popoli (Vorrei ricordare a Putin e al popolo Russo che la Russia ha uno dei più alti tassi di alcolisti e di “cornuti” di tutto il globo!!! Gli uomini bevono Vodka, e le donne si divertono con i turisti/stranieri… sopratutto ITALIANI!).

I popoli che non vogliono commerciare solo in petrolio e affini(anche perchè sanno che prima o poi finirà) cercano in tutti i modi di utilizzare Energia Nucleare di “vecchia generazione” (Leggi: Iran). Ovviamente queste popolazioni sono contrastate da chi detiene la “supremazia energetica” attuale (Leggi: USA in prima fila…).

C’è un modo per spezzare questo circolo vizioso e pericoloso????

Ovviamente si.

Ma viene contrastato continuamente da chi ha il “potere”.

Le fonti rinnovabili ed ecosostenibili sono molteplici, economiche e sicure. Ma creano “pochi profitti”.

Tralasciando l’energia fotovoltaica, fototermica, eolica, geotermica, derivante da ecocombustibili come Olio di Colza e Olio di Canapa, derivante dall’Idrogeno, dall’aria compressa, dal campo magnetico terrestre etc. etc. vorrei segnalarvi un Energia che teoricamente(volutamente bloccata in forma Teorica!!), potrebbe soddisfare il bisogno mondiale praticamente per l’ETERNITA’!!!! Tutto questo con un impatto ambientale pari a ZERO!!!!!!

LA FUSIONE FREDDA.

Cosa è la fusione fredda??

Ecco come viene definita su WikiPedia: …” La fusione nucleare fredda, detta comunemente fusione fredda (in inglese “Cold Fusion” (CF), “Low Energy Nuclear Reactions” (LENR) o Chemically Assisted Nuclear Reactions” (CANR) ), è un nome generico attribuito a reazioni di fusione nucleare che avvengono a temperatura relativamente bassa, invece che ai milioni di kelvin normalmente necessari“….. (Se vuoi leggere tutto l’articolo su wikipedia clicca qui: Fusione Fredda Wikipedia).

Ma andiamo nel dettaglio(tratto da http://www.cosediscienza.it):

….”Il 23 marzo 1989 due chimici, l’ inglese Martin Fleischmann e l’americano Stanley Ponds, convocarono una conferenza stampa presso l’Università di Utah (USA) per comunicare al mondo intero di aver fatto una scoperta che avrebbe cambiato il destino dell’umanità affrancandola definitivamente dalla ricerca di fonti energetiche alternative. I due scienziati in quell’occasione sostennero di essere riusciti a ricavare energia attraverso le stesse reazioni che avvengono all’interno del Sole ma senza dover ricorrere alle alte temperature e pressioni colà esistenti: essi, in altre parole, dichiararono di essere riusciti ad ottenere quella che ormai tutti conoscono come Fusione Fredda.

Di cosa si trattava esattamente? La fusione è una reazione di tipo fisico, cioè una trasformazione profonda della materia che coinvolge i nuclei degli atomi, allo stesso modo della fissione nucleare, con la differenza che mentre con la fissione (dal latino findere = spaccare) si rompono nuclei di atomi pesanti, con la fusione (dal latino fundere = unire) si aggregano nuclei di atomi leggeri. In entrambi i casi dal processo si ottiene energia in grande quantità grazie al cosiddetto difetto di massa: dopo la reazione, la massa dei nuovi nuclei non  è uguale a quella dei nuclei di partenza, ma un po’ inferiore. Quello che manca si è convertito in energia, come stabilisce la famosissima equazione di Einstein: E=mc², dove E è l’energia, m la massa e c² è la velocità della luce al quadrato. La presenza nella formula di un numero grandissimo e fisso, qual è la velocità della luce al quadrato, suggerisce che  è sufficiente che una piccolissima quantità di materia scompaia perchè si ottenga al suo posto una grandissima quantità di energia. Vi è però una differenza di ordine pratico fra i due processi nucleari di cui si è detto: mentre si riesce a controllare il processo di fissione nei cosiddetti reattori nucleari delle numerose centrali, fra le quali è diventata tragicamente famosa quella di Chernobyl, non si riesce a controllare la fusione, di cui si conosce il processo solo in forma esplosiva: la temibilissima bomba H.

Ma perchè non si riesce a controllare anche il processo di fusione?

Il motivo è semplice: per ottenere la fusione bisogna fare in modo che due nuclei, ad esempio quelli dell’ atomo di idrogeno, si avvicinino fino a venire quasi a contatto: solo allora infatti la forza nucleare che è di tipo attrattivo avrebbe la meglio su quella elettrostatica che è di tipo repulsivo, perchè generata da due corpuscoli entrambi con carica elettrica positiva. Avvicinare i due nuclei dell’ idrogeno in modo che vengano a contatto non è comunque per niente facile. Un sistema potrebbe essere quello di fornire loro energia sotto forma di calore: si sa che la temperatura di un corpo è la misura dell’ energia cinetica dei suoi costituenti e quindi più esso è caldo maggiore è  l’ agitazione delle sue particelle. Pertanto, per provocare lo scontro, si potrebbero scaldare i nuclei dell’ idrogeno: l’energia che uscirebbe dalla fusione di alcuni di essi servirebbe ad alzare ulteriormente la temperatura e il processo non avrebbe più fine fino a quando non si fosse esaurito tutto l’idrogeno di partenza. Le temperature da raggiungere sarebbero però così elevate che nessun materiale sopporterebbe simili condizioni: il primo grosso problema sarebbe quindi quello di trovare il recipiente adatto entro il quale produrre la reazione.

[CUT]…

La notizia ebbe l’ effetto di un fulmine a ciel sereno e in un battibaleno fece il giro del mondo. Essa fra l’ altro rappresentava la rivalsa della chimica “puzzolente” e inquinante sulla fisica pulita e produttiva, ma la maggior parte degli scienziati si dimostrò subito piuttosto scettica di fronte a questo avvenimento anche perchè da molti anni, la comunità scientifica era impegnata nella ricerca della fusione calda, ossia verso un obiettivo diametralmente opposto a quello indicato dai due chimici.

Lo scetticismo diffuso nell’ambiente dei fisici in parte era dovuto ad un certo pregiudizio nei riguardi dei chimici che avevano invaso un campo non di loro pertinenza e in parte al modo in cui la notizia era stata data. I due scienziati spiegarono infatti la loro scoperta in termini non troppo rigorosi tanto che i dubbi sulla effettiva riuscita dell’sperimento erano molti.”…….

Quindi, la fusione fredda, è (con termini “popolari e da profano”) “ricreare l’energia del sole in un ambiente sicuro, controllato e freddo”. Avere la potenza del sole in tasca. Senza pericoli, senza inquinamento e radiazioni, senza pericolo di esplosioni e nuove “Chernobyl”.

Ma questa scoperta del 1989, tramutata poi in “teoria”, è stata sempre “rinnegata” dal mondo Scientifico e “ufficiale” mondiale.

Perchè?

Per due motivi:

1) Un energia illimitata(o praticamente illimitata) ha un valore commerciale pari allo 0.

2) Molte persone perderebbero soldi, fama e potere.(Leggi: Petrolieri, Scienziati di “vecchia concezione, USA etc. etc.)

Ma perchè questo articolo s’intitola Rapporto 41??

Rapporto 41 è il nome di un documento scritto nel 2002 dal CNR ENEA(Ente per le Nuove Tecnologie, l’energia e l’ambiente) di Frascati in provincia di Roma.

Dal 1999 al 2002 un gruppo di lavoro, capitanato dal Premio Nobel Carlo Rubbia, ha lavorato nel cnr di Frascati al progetto “Fusione Fredda”. Il loro risultato è stato SUPERLATIVO!!!!

SONO RIUSCITI A PROVARE LA FATTIBILITA’ (E QUINDI A METTERE IN PRATICA LA “TEORIA”) DELLA FUSIONE FREDDA!

Ora mi direte… Ma come??? io non l’ho mai sentito!!!

Già. Esatto. Nessuno ne ha parlato semplicemente perchè lo stesso mondo scientifico HA VOLUTO IGNORARE QUESTA SPERIMENTAZIONE!

Vi segnalo una bellissima inchiesta effettuata da Rai News 24 intitolata:“Rapporto quarantuno” – Fisica e Metafisica di una rivoluzione scientifica scomparsa.

In questa breve inchiesta (circa 18 minuti) viene riassunto il lavoro svolto da Carlo Rubbia e la sua equipe e viene raccontato che fine ha fatto il famoso “Rapporto 41”.

Per visionare il documentario sul vostro PC vi consiglio di visitare il sito di Rai News 24, e in particolar modo la sezione delle Inchieste.

Per visionare il documentario sulla vostra TV vi consiglio di sintonizzare Rai News 24 utilizzando un semplice decoder digitale satellitare “free to air” o in alternativa uno SkyBox. Ecco i dati:

Posizione Orbitale Hotbird 13° (Hotbird II)

Symbol rate 27.5 Msym/s

Frequenza 11765.84 Mhz

FEC 2/3

PRC 8190

Sullo SkyBox il canale da utilizzare è: 506

Vi consiglio, se siete interessati all’argomento, di visitare anche questo articolo: Fusione Fredda su Disinformazione.

In tv e sui giornali si parla molto di tante cose (Finanziaria 2007, TFR etc. etc.) ma spesso le cose più importanti sono quelle che rimangono nell’oscurità  mediatica.

CBMAN